Obiettivi 2030

News dalla Commissione Europea

Ott

23

Oggi si decidono gli Obiettivi 2030

Conto alla rovescia per il futuro #Europa2030

Tra pochissimo aprirà , sotto la presidenza di turno italiana ,le porte il Consiglio europeo, convocato per discutere il pacchetto clima-energia 2030 e gli obiettivi di efficienza energetica, che definiranno la posizione dell’Ue in vista della cruciale Conferenza delle parti Unfccc di Parigi nel 2015.quindi le sorti del futuro energetico europeo .

La proposta europea prevede un obiettivo vincolante del  40 per cento di riduzione della CO2 rispetto ai valore del 1990, un 30 per cento di efficienza energetica e un tetto minimo del 27 per cento di energie da fonti rinnovabili nel mix comunitario.  Saranno gli Stati membri a decidere oggi se gli ultimi due obiettivi dovranno essere vincolanti o meno.

Günther H. Oettinger, vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’energia, ha dichiarato: «La nostra proposta è la base per guidare l’Unione verso una maggiore sicurezza degli approvvigionamenti, l’innovazione e la sostenibilità, il tutto in un modo economico è ambizioso e allo stesso. Il tempo è realistico. La strategia di efficienza energetica completerà il quadro 2030 in materia di energia e clima, che è stato presentato nel gennaio 2014. nostro obiettivo è quello di dare il giusto segnale al mercato e incoraggiare ulteriori investimenti in tecnologie per il risparmio energetico a vantaggio delle imprese , i consumatori e l’ambiente.

In attesa dell’esito della riunione rivediamo le singole posizioni espresse nei giorni precedenti dai vari paesi e organizzazioni.

Lo scenario sul fronte dei paesi ,disegnato da EurActiv quanche tempo, fa mostrava  uno scacchiere piuttosto eterogeneo :

Polonia è praticamente contraria a tutto, e sembra che metterà in campo ogni risorsa per far saltare l’accordo se le cifre saranno queste. La Svezia, invece, si dice pronta a raggiungere dei target anche più ambiziosi. Regno Unito e Cipro sono contrarie a mettere il vincolo sugli obiettivi di efficienza energetica, mentre Germania, Portogallo e Danimarca vorrebbero mettere un vincolo su tutti e tre. L’Italia dopo aver assunto in un prima momento una posizione molto favorevole gli ambizioni obiettivi, sembra essere oggi su posizione più mite chiedendo oggi un’efficienza energetica non vincolata a livello comunitario. Complice la crisi ucraina, ci sono poi paesi che premono , come il Portogallo, per fissare un obiettivo di realizzazione di interconnessioni della rete elettrica rispetto alla produzione installata.

Sul fronte della associazioni in campo per difendere il Pianeta si sono invece alzati cori di fissare obiettivi vincolanti e ambizioni.

L’European Alliance to Save Energy è preoccupata per il fatto che l’Ue non  sembra voler affrontare il cambiamento climatico come occasione per mettersi alla testa della competitività e della sicurezza energetica con politiche che potrebbero allo stesso tempo favorire la crescita e l’occupazione.  Per questo Eu-Ase ha scritto una lettera al presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ed al primo ministro italiano Matteo Renzi, accompagnata da una nota che spiega che «Di fronte a queste esigenze apparentemente in competizione c’è una soluzione che si distingue: utilizzare meno energia. Un’Europa forte è un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse ed attualmente  la migliore risposta dell’Ue alle sfide climatiche, alla sicurezza economica ed energetica è quella di fare di più con meno».

A non esser per niente convinto che i politici europei faranno le scelte giuste è Jim Skea, vice-presidente dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che ha detto in un’intervista alla BBC che «Il piano dell’Ue di ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 è troppo debole» e che  i governi dovrebbero impegnarsi per tagli delle emissioni «straordinari e senza precedenti».

Anche per Legambiente si tratta di «Una grande occasione sprecata: ridurre il consumo di energia del 40% è economicamente e tecnicamente possibile. Il semestre europeo di presidenza italiana sia l’occasione per trovare un nuovo accordo sulle politiche per il clima e l’energia 2030″

Un appuntamento quindi  importante per il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si troverà ad affrontare come presidente di turno Ue con la responsabilità di fissare dei target allo stesso tempo sfidanti e raggiungibili per la salvaguardia del nostro pianeta.

Fra poco sapremo quindi le sorti del futuro energetico europeo .

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